“Gli affitti turistici brevi? Sono attività che non valorizzano il territorio, non generano ricchezza e lavoro ma anzi rischiano di impoverire il territorio. Sono attività puramente speculative”. Inizia da qui il ragionamento di Denis Siric, direttore generale della società di consulenza per l’ospitalità Hotel Klinik, sul boom delle locazioni turistiche, specie nelle destinazioni più blasonate, che di fatto si pongono sul mercato in un regime di concorrenza sleale con le strutture ricettive sottoposte a imposte, standard di sicurezza e controlli. “Discorso diverso per uno studio di fattibilità che stiamo seguendo nel basso Garda
dove nascerà un’attività con 18 appartamenti gestiti come una struttura ricettiva dove all’interno ci sarà un ricevimento, un centro benessere, un bistrot e uno shop – ha aggiunto Siric -. E’ a tutti gli effetti un’attività turistica di natura imprenditoriale con dei servizi che soddisfano i bisogni di determinate tipologie di ospiti”.

La genesi del fenomeno

“Il fenomeno degli affitti turistici brevi ha avuto un’esplosione enorme negli ultimi anni con ogni probabilità per la mancanza di regolamentazione – ha precisato Siric -. Il punto oggi è che si sta cercando di recuperare terreno come è avvenuto dopo il boom dei monopattini elettrici. Si sta infatti cercando di dare delle regole: le prime riguardano i numeri degli appartamenti posti in locazione affinchè si possa configurare o meno l’attività imprenditoriale e quindi sottoposta a tassazione per evitare che le attività siano una tantum attingendo alle piattaforme con ragione sociale all’estero dove le commissioni non vengono dichiarate e si creano delle zone grigie. Zone dove i proprietari delle seconde case, spesso inutilizzate, hanno visto l’opportunità di guadagni facili e a breve tempo. Ma bisogna ricordarsi che in questo caso si danno servizi ricettivi di basso profilo anche dal punto di vista della sicurezza. Per fortuna che è stato introdotto l’obbligo del check-in e di rispettare le normative per esempio anti-incendio come accade per gli hotel”.

Le conseguenze

“Questa forma di turismo è nata perché il mercato la chiedeva? Oppure la genesi affonda le radici dalla mancanza di regolamentazione e dunque è fiorita questa tipologia di proposta che ha modificato anche le esigenze dei viaggiatori? – si chiede il dg di Hotel Klinik -. A fronte di un affitto interessante di un appartamento rispetto a un hotel la scelta può sembrare conveniente, di fatto poi non vengono erogati dei servizi e di conseguenza anche il consumatore impoverisce la vacanza. Questa forma di proposta non fa nulla se non fare guadagnare, spesso esentasse, il proprietario che comunque non dà lavoro e non crea ricchezza. E si generano altri effetti negativi perché non si trovano più appartamenti per chi lavora e per le giovani coppie. Tant’è che i valori degli affitti sono lievitati. Le conseguenze, dunque, sono molteplici: mi auguro che a breve possa esserci una regolamentazione per poter competere ad armi pari con gli alberghi”.