Grazie all’emendamento all’articolo 49 della Legge di bilancio, dal 2025 gli antibiotici “reserve”, cioè quei farmaci di riserva, di nuova generazione, per il trattamento delle infezioni da germi multiresistenti che non rispondono agli antimicrobici comunemente disponibili, potranno accedere al Fondo di cento milioni per il rimborso delle spese sostenute per questi farmaci innovativi. Con questa decisione si è compiuto un passo importante nella lotta a una delle principali emergenze sanitarie. La Società italiana di malattie infettive e tropicali esprime grande soddisfazione per il provvedimento, in cui vede coronati gli sforzi profusi nel dialogo con le istituzioni, soprattutto con l’Intergruppo parlamentare per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive e tropicali, presieduto dal senatore Fausto Orsomarso. Altra novità positiva il rinnovo dei fondi fino al 31 dicembre 2025 degli screening per l’Epatite C.

La soddisfazione di Simit

In Italia, il fenomeno delle infezioni ospedaliere dovute a germi resistenti ha assunto dimensioni particolarmente preoccupanti, con oltre 12mila decessi annui attribuibili a queste infezioni. “L’emendamento all’articolo 49 della legge di bilancio che permette agli antibiotici “reserve” di accedere al fondo di rimborso di cento milioni annui delle regioni costituisce una decisione molto importante – sottolinea Roberto Parrella, presidente Simit –. Si dà un forte impulso alla lotta all’antimicrobico resistenza e si applica quanto dichiarato al G7 Salute dal ministro Orazio Schillaci. Sulla necessità di adottare misure coraggiose che contrastino l’epidemia silenziosa dell’antimicrobico resistenza, la Simit si è spesa molto in questi anni, con varie iniziative di formazione e sensibilizzazione. Questo emendamento è stato auspicato e sostenuto dalla nostra società scientifica, grazie anche alla costante collaborazione del direttore scientifico, professor Massimo Andreoni. Lo accogliamo quindi con grande entusiasmo e soddisfazione”.

Il presidente Simit, Roberto Parrella.

Dopo i fondi serve le formazione

Tra le principali attività sviluppate dalla Simit in questo ambito vi è la piattaforma clinica Resistimit, un registro dinamico nazionale per la raccolta di dati e la condivisione digitale, e la stretta collaborazione con l’Intergruppo parlamentare per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive e tropicali. Tuttavia, resta ancora molto da fare. “Lo stanziamento di fondi per il finanziamento dei nuovi antibiotici rappresenta un’ottima notizia, per la quale ringraziamo il lavoro di analisi e dibattito sollevato dall’Integruppo – evidenzia il professor Marco Falcone, consigliere Simit e responsabile progetto Resistimit –. Tuttavia, l’Italia deve guardare a un obiettivo più ambizioso, quale la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza dovute a germi resistenti attraverso la condivisione di linee guida sull’uso appropriato di nuovi antibiotici. Questi ultimi ora saranno più facilmente reperibili, ma è fondamentale mantenerne l’appropriatezza d’uso per prevenire la resistenza. Per perseguire tale scopo continueremo con progetti come Resistimit e con la fattiva collaborazione con l’Intergruppo al fine di definire documenti di indirizzo per il corretto utilizzo degli antibiotici. Un appuntamento fondamentale per affrontare gli ultimi progressi e per un rinnovato confronto tra istituzioni e comunità scientifica avverrà a Venezia dal 3 al 5 aprile con la seconda edizione del convegno internazionale ‘Top 5 in Infectious Diseases’”.

Rinnovati anche i fondi per gli screening dell’Epatite C

Un’altra decisione importante riguarda la proroga del fondo per l’Epatite C al 31 dicembre 2025. “Attraverso il fondo già stanziato per effettuare gli screening nelle coorti d’età nate tra il 1969 e il 1989, sono stati diagnosticati più di 15mila casi di infezione attiva – spiega Parrella –. Con la proroga del termine sancita dalla Conferenza Stato-Regioni si potrà continuare nell’attività di ricerca del sommerso dell’Hcv, un processo molto importante in quanto grazie ai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta questo virus si può eradicare in maniera definitiva dall’organismo, senza effetti collaterali, in poche settimane. Anche in questo caso la Simit è stata molto attiva nel sollecitare le istituzioni sull’argomento e si congratula per questo passo importante”.